campanellino

sabato 28 maggio 2016

double

https://www.flickr.com/photos/36364380@N07/26703844103/in/dateposted-public/
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Autentico.
Niente artifici: è proprio così.
Come si sente un fiore bicolore di suo? nato così: non frutto degli sghiribizzi di un floricultore cervellotico.

Credo di sapere come si sente.
Normale.
Sono gli altri, eventualmente, che sono strani.
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C'è chi di mattina insegna matematica e di sera studia francese.
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C'è chi nei ritagli di tempo scribacchia sciarade e indovinelli.
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C'è chi adora un gattino abbandonato ipovedente e lo tiene come il principe dei giaguari.
...............
Normale.

martedì 24 maggio 2016

...tu non sarai, preda dei venti...

Che giorni, che ore!
e che violenza di pensieri, che entrano e escono tra le ossa del cranio, sbattendo la porta dello sfenoide (che ogni volta sobbalzo) o prendendo a calci l'etmoide.Qualcuno tempesta di pugni (chissà perchè) il parietale, mentre l'atlante e l'epistrofeo cigolano sinistramente quando giro la testa.
Non parliamo di mascella e mandibola che mi sembrano due comari che si tengono il broncio. Una sguscia di qua, una di là, e le parole diventano versacci scomposti.
Un cenno andrebbe fatto per il mio colorito.
Perchè non posso avere una pelle di pesca?
non sarebbe la scelta più sana, tranquilla, ecologica?
macchè.
Al minimo cambiamento di programma, il mio colorito prende alla lettera il proprio nome e diventa il mio COLORATO. Rosa acceso, rosso fuoco, rosso porpora.
Dopodichè, passata la tempesta, passiamo al grigio polvere...
certo, il colore lo abbiamo sprecato tutto prima!

Adesso, calmata la buriana, sono qui, con la mia faccetta grigia, a chiedermi il perchè di tanta agitazione.
Come amo le persone impassibili, pacate, serafiche, imperturbabili.
Ma io no, devo ammetterlo e accettarlo, non sono tra quelle.


domenica 15 maggio 2016

nel recinto

cos'è la domenica pomeriggio?
Un'anticipazione del lunedì, ad esempio.
Lasciamo stare il poeta e il villaggio, ma davvero l'aria del dopopranzo domenicale non è esattamente aria di libertà.
I pensieri del lunedì già ci iniziano ad agitare le loro cupe, lunghe ali davanti alla fronte.
Il recinto della settimana è esattamente alle nostre spalle:
Sembra quasi il tubo del lavandino... crea un vortice che ci tira, ci tira , ci tira...
Come in un incubo, i pensieri ariosi e leggeri del sabato si dileguano
Al loro posto, neri pensieri, densi di incombenze che si moltiplicano sotto i nostri occhi.


giovedì 12 maggio 2016

occhi neri

_Da adesso dovrò farne a meno. Per sempre._  per un attimo, gli apparvero quegli occhi nerissimi, fiammeggianti._Per sempre._
Si trovò a vagare con lo sguardo tutt'intorno, come a cercare una via d'uscita.
Mai più, non l'avrebbe mai  più vista. Mai più si sarebbe arrabbiato con lei, mai più l'avrebbe evitata per farle dispetto. Mai più le avrebbe detto cose gentili per stupirla. Mai più.
Comunque non importava adesso: si sarebbe portato con sè quell'amputazione per sempre (non vederla, non sentire il suono della sua voce). Adesso c'era il lavoro; e problemi e fastidi .
L'immagine di lei andava a sbiadire pian piano, si dissolveva nelle preoccupazioni affollate nell'attimo presente. (Non sparire, resta qui, che ti veda, almeno nei sogni, una volta ancora).
Adesso c'era il tedio quotidiano, le noiose incombenze, i lievi palliativi, i doveri, gli impegni, la noia... la noia.

Ma non ce l'avrebbe fatta a sopportare lo sfascio del suo progetto di vita. A lasciare tutto: ad affrontare lo stacco, le sordide questioni economiche, le rabbiose querimonie dei figli "Tu...tu...tu...". Meglio così.
Meglio rinunciare a lei, allo strappo nel cuore al solo vederla, alla ferita che lasciavano i suoi occhi .
Già solo il sapere che in un punto del mondo esisteva lei, esisteva quel fascio luminoso di occhi neri, quei capelli lucidissimi riccioluti duri e forti (come lei), già era un sollievo; come lo era il raccogliersi la sera a sognarla: a occhi chiusi, a occhi aperti, comunque.
 Oci ciornie...

martedì 10 maggio 2016

Il letargo

Da un po' a questa parte ho uno strano modo di reagire allo stress.
Prima: carica carica carica...e sono piena di tensione.
Poi, dopo l'evento: "IL SONNO".
Un sonno totalizzante, da piegare le ginocchia, vano cercare di reagire aiutandoti con tocchetti di cioccolato fondente
        
Vade retro, grassa crema al cioccolato, qui ogni tocchetto è un grumo di energia pura.
Frattanto, IL SONNO è lì sul mio capo, come un temporale in attesa di scoppiare