campanellino

sabato 16 aprile 2016

quant'è bella giovinezza...

...che si fugge tuttavia"
così iniziava una famosa poesia di Lorenzo de' Medici (Il Magnifico), che poi era  più esattamente un canto carnascialesco.
La bellezza della giovinezza è la forza: e qui la intendo come sicurezza, sicumera quasi; ma a intervalli, a corrente alternata, perchè di colpo trapassa inspiegabilmente in una nera disperazione, in una inspiegabile e ingiustificata tetraggine. (L'amour?...)
Ma la bellezza della giovinezza è la ridondanza della salute, il senso di immortalità, il lungo orizzonte aperto dispiegato davanti agli occhi.
E la certezza del corpo, delle gambe, delle braccia, la presa decisa, il piglio determinato.
La corsa, il salto, lo scatto, il lungo cammino (sì, sono un po' stanca... per fatiche da Ercole).
Gli occhi che vedono lungo, le ginocchia che scattano come molle, i piedi sono di gomma.
I capelli: tanti, luminosi, rigogliosi, sembra vivano di vita propria.
I denti non sanno di essere belli nella loro attività: mordere, recidere, tirare, macinare.
Luminosi, candidi e crudeli, non si curano del proprio splendore.
Gli occhi sono fasci di luce: e non temono di fissare il sole di mezzogiorno.


 ...Chi vuole esser lieto, sia,
di doman non c’è certezza."


Il domani è camminare piano. Salire le scale con fatica. Con affanno. Con dolore alle ginocchia.
Avere almeno due paia di occhiali. Evitare la luce forte che dà l'emicrania,
Sentirsi fortunati per ciò che resta dei denti. Masticare con delicatezza. Evitare roba dura.
Porsi dei limiti alla fatica, e faticare per quel poco.

I pregi dell'età avanzata ci sono: sono la saggezza, l'esperienza, la consapevolezza.

"...Ciò che ha esser, convien sia."

2 commenti:

  1. Com'è che io essendo ormai dentro i "pregi dell'età avanzata" non riesco a capacitarmene?

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