campanellino

giovedì 7 agosto 2014

Die Reise (des Sohnes)

E' normale, è logico, è tranquillo. Vedi come lo dico bene? Un figlio, grande, parte: va via. 
[L'ho fatto anch'io, mi sono sposata, trac, da un giorno all'altro via per sempre]

Infatti non protesto, anzi aiuto, collaboro. Sono serena, vedi? non faccio una piega.
E se poi c'è una richiesta di aiuto, di qualunque tipo, intervengo, pronta, precisa, solerte.
[Nemmeno la richiesta, facevo io, bisognava leggermi nella testa, a distanza]

Allora perchè, adesso che è tornato, mi sento questo nodo nello stomaco che si vuole sciogliere e non ci riesce; perchè lo guardo di nascosto, come per rubarne l'immagine.
[Come farò, come, quando andrà via sul serio?]
[Come ha fatto, mia madre, a sopravvivere al distacco?]


2 commenti:

  1. eh, ti capisco bene perchè è il futuro che mi tocca. a volte già ci penso a come farò senza quei due per casa...

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    1. E' dura; non serve ragionarci. Non serve sminuzzare la cosa in piccole parti accettabili. Ho provato ad abituarmi sfruttando gli sciocchi giocattoli digitali [restando appesa a twitter, utilizzando promozioni wind per l'estero]. Un figlio lontano è un'amputazione.

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